Citta Bassa a Bergamo - Il portale della tua citta

EnglishFrenchGermanGreekHungarianItalianJapaneseLithuanianNorwegianPersianPortugueseRomanianRussianSpanishSwedishTurkishUkrainian
Vai ai contenuti

Menu principale:

Palazzo Frizzoni
Palazzo Frizzoni è in piazza Matteotti e fu costruito da Antonio, Giovanni Leonardo e Federico Frizzoni sull'area un tempo occupata dalla chiesa e dal convento delle suore domenicane di Santa Lucia e Sant'Agata e acquistata da Antonio Frizzoni nel 1818. Il Palazzo rimase di proprietà della famiglia fino agli anni Trenta del Novecento, quando vi fu trasferito il Municipio di Bergamo.
Palazzo della Pretura
In via Tasso, tra il 1856 e il 1859 all'imbocco della Contrada di San Bartolomeo fu costruito il Palazzo della Nuova Pretura. Nel 1874 vi si trasferì la sede del Municipio di Bergamo, fino ad allora situato nel Palazzo Nuovo in Città Alta. Nel corso della sua storia accolse la nuova biblioteca, intitolata a Ciro Caversazzi, e alcuni istituti di studio e di ricerca, oltre a uffici comunali.
Palazzo Mazzola (ex)
Palazzo costruito nel XIX secolo, nella parte bassa della città, quasi di fronte al palazzo della Pretura. La sua forma con pianta a C, i suoi abbaini e le sale del primo piano riccamente decorate sono particolari, così come il giardino con piante secolari.


Palazzo Agliardi
Il palazzo sorge vicino a Porta S. Agostino in uno dei borghi ove nel Cinquecento importanti famiglie di nobili e mercanti fecero erigere le proprie dimore. Fatto costruire nel 1500 da Alessandro Martinengo Colleoni, il palazzo fu ristrutturato nel 1741 dall'architetto Caniana. Dal 1845 è di proprietà dei Conti Agliardi. All'interno, un salone centrale, fiancheggiato da quattro sale, presenta preziosi affreschi settecenteschi di C. I. Carloni e F. Ferrario.Dalle sale si accede ad un suggestivo giardino pensile e alle scuderie.
Teatro Donizetti
La storia del Teatro Donizetti, in piazza Cavour, affonda le radici nel 1786 quando l'impresario Bortolo Riccardi ottenne l'approvazione per erigere un teatro nel Prato della Fiera: tra il 1786 e il 1791 al posto di quello provvisorio fu costruito un teatro in muratura, su progetto di Giovan Francesco Lucchini. Dopo l'incendio del 1797, fu ricostruito, sempre da Lucchini, con pianta a ferro di cavallo, tre ordini di palchi e due gallerie.
Un secolo dopo fu intitolato a Gaetano Donizetti, nel centenario della nascita: in quell'occasione fu realizzata da Pietro Via la facciata con il basamento in ceppo e il rimanente in pietra artificiale. Nel 1903 il soffitto è stato decorato con L'Allegoria della musica" da Francesco Domenighini.
Accademia Carrara
In piazza Giacomo Carrara sorge II Palazzo dell'Accademia Carrara, costruito per volere del conte Giacomo Carrara quando nel 1780 l'architetto Costantino Gallizioli sistemò un edificio nei pressi della via Noca, e nel 1793 prese piede anche una scuola di pittura. Dopo la morte del conte fu affidato a Leopold Pollack l'incarico di progettare la nuova pinacoteca, ma venne preferito il progetto di Slmone Elia, che prevedeva una pianta a U con ali laterali ribassate.
La presenza della scuola di disegno e di pittura lasciò all'esposizione solo cinque sale: nel 1912 la scuola di disegno fu trasferita in un'altra sede e l'intero palazzo divenne spazio espositivo. Con quasi duemila dipinti, le collezioni di sculture, i ricchi fondi di disegni e di stampe, l'Accademia Carrara è una delle più importanti d’Italia.
Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (Gamec)
Di fronte al Palazzo dell'Accademia Carrara, In due ex conventi, è stata realizzata la sede della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea (Gamec). Con 1500 metri quadrati di superfici espositive, inaugurata nel 1991 su progetto di Vittorio Gregotti, la Galleria dà spazio all'arte contemporanea, a iniziative didattiche e attività culturali.
Museo Diocesano d’arte sacra Adriano Bernareggi
Nel cinquecentesco palazzo Bassi Rathgeb In via Pignolo è allestito il museo intitolato a monsignor Adriano Bernareggi, vescovo di Bergamo, che, a partire dagli anni Trenta, raccolse opere d'arte, immagini di culto e oggetti di uso liturgico. L'allestimento offre la possibilità di conoscere queste straordinarie testimonianze, strettamente legate alla storia di Bergamo e della Chiesa bergamasca.
Ex chiesa della Maddalena
In epoca medievale era diffusa la Schola del Disciplini di Santa Maria Maddalena, fondata nel 1256 nella chiesa dei Santi Barnaba e Lorenzo e nella chiesa di Santa Maria Maddalena in Borgo San Leonardo, via Sant'Alessandro. Nei pressi della chiesa fu costruito l'ospedale per mentecatti e invalidi e nel 1363 fu demolita la chiesa primitiva; al suo posto quella nuova, a navata unica divisa in quattro campate da tre archi. Dopo la soppressione della chiesa nel 1797 l'ospedale entrò a far parte della Congregazione di Carità. Nel 1812, dopo che i degenti furono trasferiti ad Astino, nell'edificio della Maddalena fu posto l'orfanotrofio maschile. Dopo le pestilenze le pareti degli edifici venivano imbiancate per disinfettare, e questa sorte toccò anche alla chiesa della Maddalena: sono cosi scomparsi gli affreschi più antichi e si sono salvati solo quelli del Cuarinoni, posti troppo In alto per essere ritenuti pericolosi. Attualmente è di proprietà comunale ed è aperta al pubblico in occasione di mostre.
Sant’Alessandro della Croce
Sant'Alessandro della Croce è in via Pignolo: L'Ecclesia Sancii Alexandri de Mugazone"è nominata per la prima volta nel 1183 e viene definita più tardi 'della croce" perché posta ad un incrocio viario importante. Nel 1613 veniva abbellita la facciata e si ornava con un portale di pietra. Dal 1676 furono fatti notevoli ampliamenti. Il campanile fu terminato nel 1714.
Casa della Libertà
Nel novembre 1936 viene bandito il concorso per la costruzione della "Casa Littoria Antonio Locatelli". Dei 10 progetti presentati, la giuria attribuì Il primo premio a quello firmato da Alziro Bergonzo con il motto «Molti nemici, molto onore».
Il progetto vincitore prevedeva due basamenti con incisi i discorsi della fondazione del fasci e della fondazione dell'Impero. Situato in piazza della Libertà l'edificio, denominato Casa della Libertà, completò il plano urbanistico elaborato da Piacentini: un parallelepipedo con una base di 50x50 metri e un'altezza di 21 metri, rivestito all'esterno In marmo di Zandobbio; si affaccia verso la piazza con 12 pilastri a tutta altezza e un sotto-portico.
Centro Piacentiniano
Il plano regolatore adottato dopo l'Unità d'Italia pose la questione della sistemazione del centro cittadino. Il complesso architettonico settecentesco della Fiera era ritenuto inutile e nel 1906 fu bandito un concorso nazionale per la sistemazione dell'area. Nel 1907 fu bandito un secondo concorso e del 27 partecipanti vinse il progetto "Panorama" dell'ingegnere Giuseppe Quaroni e dell'architetto Marcello Piacentini.
Il piano regolatore del 1909 fu formulato secondo II progetto placentlniano tra mille polemiche. La demolizione della Fiera Iniziò dagli edifici posti a nord e sull'area su cui è stata edificata la Banca d'Italia, condotta a termine tra II 1912 e il 1914.1 lavori proseguirono nel 1918, al termine della guerra, sulla base del progetto che Piacentini aveva ulteriormente modificato avvalendosi della collaborazione di Luigi Angelini. Avviati nel 1921 furono conclusi nel 1923 per quanto riguarda i portici sul Sentierone. Nel 1924 furono portati a termine i palazzi del Credito Italiano, la Camera di Commercio e la Torre, monumento ai caduti inaugurato da Benito Mussolini. Nel 1925 fu terminato il palazzo grande sopra i portici, a destra del quadri- portico del Sentierone, sul cui fregiocampeggia II motto "Urbis ornamentum, Civium commoditate", con cui Piacentini aveva siglato il progetto presentato al primo concorso.
Nel 1926 si portò a termine la Banca Bergamasca, progettata da Piacentini, ma affidata a Giovanni Muzio per l'architettura e le decorazioni Interne; nel 1927 fu inaugurato II Palazzo di Giustizia, nel 1927 fu terminato II grande palazzo a destra del Palazzo di Giustizia, che era stato progettato da Piacentini come sede delle Poste e Telegrafi.
Il Monastero di Astino
Il monastero di Astino fu fondato attorno al 1070 da alcuni monaci vallombrosani guidati da Bertario. Non c'è certezza storica sulla sua data di fondazione indicata da alcuni nel 1107. La chiesa del Santo Sepolcro in stile romanico, e la relativa abbazia costituirono il primo nucleo dell'attuale monastero, entrambi costruiti da Bertario, il primo abate, che resse l'abbazia per ventuno anni fino al 1128.
Dopo la morte di Bertario, furono istituiti l'Ospedale del Santo Sepolcro di Astino e una Istituzione di beneficenza a favore dei poveri e dei carcerati. Il monastero confluì poi nel XIV secolo nella Congregazione della Misericordia Maggiore. Il monastero fu trasformato nel 1832 in ospedale psichiatrico e come tale fu usato fino al 1892.
Negli anni successivi fu destinato ad attività agricola e nel 1923 fu venduto a soggetti privati. Nel 2015 è stata completata l'opera di restauro e l'ex monastero è stato riaperto alla città in occasione di Expo Milano 2015.
La Torre dei Caduti
La Torre dei Caduti è in piazza Vittorio Veneto. Progettata da Marcello Piacentini e alta 45 metri, la Torre dedicata ai caduti italiani della prima guerra mondiale fu inaugurata nel 1924. La struttura è decorata con una statua bronzea raffigurante l'Italia vittoriosa, posta sopra l'arengo marmoreo.
Palazzo delle Poste e Telegrafi
Il Palazzo è in via Masone e fu progettato da Angiolo Mazzoni nel 1929: fu inaugurato nei 1932 nel quadro di una complessiva riqualificazione architettonica e urbanistica dell'area a ridosso dell'ex Ospedale di San Marco. All'interno del Palazzo vi sono due teleri di Mario Sironi, 'Il lavoro nei campi' e "il lavoro in città". Due delle quattro statue addossate alla facciata sopra la grande vasca foderata di mosaico e rifornita da un delfino di bronzo, L'Italia Etrusca" e L'Italia Romana", sono opera di Nino Calizzi.
Sant'Alessandro in Captura
In via Cappuccini c'è la chiesa di Sant'Alessandro in Captura: in un documento del 1211 si cita una chiesa di Sant'Alessandro "de curte murgula”. Un'antica tradizione la vuole fondata da Carlo Magno sul luogo dove fu catturato il Patrono. La chiesa si chiamava "trans Murgulam", perché situata al di là del piccolo fiume Moria. Alla fine del 1535 fu messa a disposizione, insieme ad una casa, un orto e un cimitero, dei frati Cappuccini. Il primo convento fu eretto nel 1536 e ampliato nel 1564. Fu radicalmente trasformata nel 1956-58 su progetto di Enrico Sesti.
Porta Nuova e via XX Settembre
Cuore della Bergamo moderna. Porta Nuova è una «porta» dato che fu realizzata quando si rese necessario aprire un ampio varco nella cerchia medievale delle Muraine. Questo avvenne con l'inaugurazione nel 1838 della Strada Ferdinandea (ora viale Vittorio Emanuele) e in tale occasione furono costruiti i due edifici neoclassici, o propilei, situati ai lati, che ospitavano i caselli del dazio.
La nuova porta e i giardini circostanti appaiono in funzione della bella veduta su Città Alta. Successivamente la strada venne prolungata fino alla stazione ferroviaria, aperta nel 1857. Via XX Settembre, già contrada di Prato, collega il Sentierone (dove un tempo si svolgeva l'antica Fiera di Sant'Alessandro) e il borgo San Leonardo, che fu a lungo il cuore del commercio e dei traffici della città e del territorio.
Qui confluivano le merci provenienti dal porto di Venezia, che proseguivano poi alla volta di Milano o della Valtellina. Oggi via XX Settembre è una via pedonale ed è, insieme alle vie Sant'Alessandro e Sant'Orsola è la via dello shopping cittadino.

Torna ai contenuti | Torna al menu